Pubblicato il 10/02/2012 12.00.00
Con
questa plaquette è stata avviata, dalle Edizioni L’Arca Felice –
direzione editoriale e artistica di Ida Borrasi – una nuova collana di
poeti tradotti da poeti, a cura di Mario Fresa. Nel comunicato stampa
che la accompagna si legge:
La casa editrice L’Arca Felice inaugura Hermes,
una nuova collana che ospita brevi raccolte di poeti stranieri tradotte
da poeti italiani contemporanei. Il primo titolo è dedicato alla figura
di Du Fu (712-770), straordinaria voce poetica della Dinastia Tang, i
cui testi appaiono per la prima volta in versione italiana grazie
all’impegno sensibile di Alessandro Ramberti, poeta, editore,
orientalista. La selezione offerta nella plaquette ci consente di
conoscere una scrittura fondata su di una misura perfetta che unisce
l’energia di uno sguardo eticamente alto, forte e puro alla morbidezza
di una lingua cristallina e sfumata, sempre lontana dai toni assertivi e
percorsa, costantemente, da una calma e delicata luce interiore.
L’impeccabile lavoro di studio e traduzione operato da Alessandro
Ramberti presenta i testi nella loro trascrizione letterale e,
contemporaneamente, nella più mobile e aperta forma di una
interpretazione che ricostruisce lo spirito del pensiero poetico di Du
Fu tenendo conto della necessità di ricalcare il più possibile le
peculiarità espressive, metriche e sonore dell’impianto linguistico
originario.
La
plaquette contiene quattro poesie nella traduzione di Alessandro
Ramberti, ognuna delle quali è accompagnata dal testo in lingua
originale e da una traduzione letterale. Il confronto con la traduzione
letterale rileva l’ottima traduzione di Ramberti, sono scelte di
vocaboli e di costrutti che mettono in evidenza lo stile, percorso da una calma e delicata luce interiore, di
uno tra i più grandi poeti cinesi. Nel corso della propria vita, Du Fu,
cambiava il tenore dei componimenti con l’adattarsi alle condizioni
ambientali che lo circondavano, passando, come afferma lo studioso
Stephen Owen, da opere di decisa semplicità, del suo periodo Qinzhou, a opere leggere, spesso finemente rispettose, del suo periodo Chengdu, a opere con densità e potere di visione del tardo periodo Kuizhou.
Poche
poesie, quattro, che bastano, da sole, a dilatare un breve intervallo
temporale personale di lettura sulla misura di un tempo di meditazione
che mitiga, in qualche modo, per la pacatezza delle sue
descrizioni/visioni paesaggistiche – che metaforicamente rimandano a più
personali paesaggi interiori –, penose personali ansie per l’esistenza. Riporto, per esteso, il testo poetico che contiene il verso che dà il titolo alla plaquette:
Paese in pezzi? I monti e i fiumi reggono.
In città è primavera e il verde è intenso
Commossi i fiori propagano lacrime
Soli gli uccelli fan fremere il cuore.
Fuochi di guerra duran da tre mesi
Lettere da casa valgon più che oro.
Mi gratto la canizie ormai si rada
Che è appena in grado di reggere la spilla*.
* Per fissare il copricapo dei funzionari
Le
edizioni de L’Arca Felice sono caratterizzate non solo da un’ottima
qualità dei testi proposti, ma anche, e in modo netto, rispetto ad altre
pari pubblicazioni di qualità, da un’ottima qualità grafica e di scelta
della carta con cui è confezionata la pubblicazione; le carte sono
infatti scelte da un artista, Bruno Conte. Inoltre l’opera è resa ancora
più preziosa per la sua proposta limitata in 110 esemplari numerati a
mano. Fuori testo una litografia di Francesco Ramberti: Du Fu (China,
2011). Da notare il tocco di classe del filo di rafia, esso avvolge la
pubblicazione come a raccogliere le pagine.
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