Libri di arte, poesia e filosofia

La parola verso proviene dal verbo latino vertere, cioè «capovolgere», in particolare la terra con un aratro. Il verso è allora un solco, una linea dritta in cui l’uomo col proprio lavoro pone i suoi semi che germoglieranno: nel verso, così, convergono la linearità naturale degli eventi e l’impegno fruttifero del pensiero umano.

mercoledì 15 febbraio 2012

Marisa Papa Ruggiero

 
Marisa Papa Ruggiero, Passaggi di confine, con interventi visivi dell’Autrice.

Libro di arte-poesia a tiratura limitata (399 esemplari numerati a mano).

Collana «Coincidenze», Edizioni L’Arca Felice, Salerno MMXI,

pp. 40, più una litografia fuori testo. ISBN: 978-88-905854-8-7

DI MARISA PAPA RUGGIERO, INTRIGHI RETINICI (TECNICA MISTA, CHINA E COLLAGE, 2011).

 «Marisa Papa Ruggiero conduce la parola poetica alla tensione di una continua sfida interrogativa. La sua scrittura disegna una trama che si fonda sui cardini dell’Apertura e della Possibilità: ci si trova di fronte, così, a una lingua capace di analizzare e di far risuonare manifestazioni di imponderabili desideri, segnali di interdizioni laceranti, lampi di vorticose frammentazioni che insieme tendono, simultaneamente, ad annunciare, e poi a confutare, l’ipotesi di una definitiva modalità di conoscenza e di comprensione della realtà» (Mario Fresa). In egual misura, le sue grafiche sono dense di immagini incisive che si intrecciano, e la parola stessa diventa materia viva scolpita nel disegno: un libro intenso, dunque, multiprospettico, pieno di fascinosi e di vertiginosi salti e di tensioni inaudite.

   Marisa Papa Ruggiero vive a Napoli. La sua produzione poetica e in prosa è documentata, oltre che in riviste di settore, nelle seguenti pubblicazioni: Limite interdetto (Ripostes, 1993); Origine inversa (ed. A. Guida, 1995); Campo giroscopico (ed. Riccardi, 1998); Persephonia (ed. Manni, 2001); Oblique ubiquità (ed. Riccardi, 2003); Il passaggio dei segni (ed. Socrate, 2003, libro d’artista); Le verità bugiarde (Il Laboratorio/Le Edizioni, Nola, 2008); e in vari testi antologici, tra i quali: Paradossi visuali (ed. Riccardi); Ad hoc (Lagnes, France); Al di là del labirinto (ed. L’Arca Felice, Salerno); Mundus (ed. Valtrend); Accenti, (Soc. Dante Alighieri). Finalista e premiata a vari Premi, da ultimo segnalata al L. Montano.


Note critiche



**Mariella Bettarini: Poesia di forte, dura complicità, questa. Che la prevede. E la pretende. Dalla quale non si può restare esterni (pena il rimanerne estranei). Entro la quale non vale (né è possibile) essere neutri, neutrali, mai. Così come né neutra, né neutrale è mai la voce che tale poesia produce (e da cui è prodotta), né l’autrice loro, carnefice/vittima essa stessa di tale possessiva, aggressiva Voce.

                                                            Dalla prefazione ad Origine inversa





**Mario Lunetta: Ciò che importa, in termini di timbro espressivo, è che l’autrice non giochi sulle atmosfere, sugli effetti-flou, sulle dissolvenze. La sua è, al contrario, una pronuncia di forte compattezza metallica, tesa, perfino geometrica, all’interno della quale si annida un nòcciolo vivo di crudeltà e di limpida consapevolezza di ciò che è il peso specifico della parola.

                                                                Dalla introduzione a Persephonia





** Marco Amendolara: I componimenti di Persephonia accennano al fluire delle cose del mondo, in sintesi alla loro imprendibilità.

                                                       Da «Nuovo Sud», 15 - 31 maggio 2001





**Domenico Cara: …La centrifuga sfida di M.P.R. tesse all’interno di questo libro ambizioso le immagini di un’azione e di un’elaborazione a insorgenza metamorfica…

                                                                   Commento a Le verità bugiarde





**Alberto Cappi: Ciò che colpisce nella varietà di motivi è la ricchezza rapida dell’espressione, e la nudità dei significati.

                                                   Da «La voce di Mantova», febbraio 2009





**Mario M. Gabriele: In questo singolare theatrum si collocano piani e sfondi diversi, in una fitta rete di tracciamenti esistenziali e meta-teatrali di tipo beckettiano, in cui tutto è centrale e niente è centro […] alla ricerca di nuove cifre nei labirinti psicologici, ognuno con una propria identità biopsichica, nuclearizzata da una lingua materica e a scatto sintetico.

                                                                               Nota a Le verità bugiarde





**Ugo Piscopo: Presente da molto tempo e con evidenza significativa, sulla scena della invenzione poetica verbo visiva e della ricerca letteraria, M. P. R. ci ha dato da ultimo un volume affidato a uno stile drammaturgico […] che si sfoglia in declinazioni filosofiche

                                         Dal «Corriere del Mezzogiorno», marzo 2009





**Raffaele Piazza: L’autrice riesce a miscelare compiutamente una linea molto complessa, con una piacevole fruibilità per il lettore. Oltre al dato della valenza sperimentale, c’è da aggiungere l’elemento della presenza, sullo sfondo, di uno stabile carattere filosofico, gnoseologico, che caratterizza questo libro, come un esercizio di conoscenza.

                       Nota a Le verità bugiarde su «La Mosca di Milano»2010





**Giorgio Moio: Ci troviamo di fronte ad un io affabulante che si sdoppia, triplica […] con parole inquietanti come i crocevia dell’eros, che confluiscono sulla carta per gioco o per farsa,  fino a farsi magia…

                                                                    Da «Risvolti»quaderno n. 16





**Antonio Spagnuolo: Per Marisa l’incompiuto ripete smalti della lingua nel tentativo di conservare ed offrire una musicalità che sia all’altezza delle espressioni. Il gioco è un cerchio sulla pedana immobile, che conduce con abilità al ritmo incandescente del verso, sempre al di là della tradizione e fino al trionfo della illuminazione.

                        Nota alla silloge Energie di campo, in Al di là del labirinto





**Mario Fresa: …La liquida scorrevolezza del dettato poetico di M.P.R. abbraccia e contempla il senso e il suono degli eventi riassumendoli in un indivisibile organismo, nel quale ciò che appare corrisponde a ciò che realmente è.    

                                                                Da  Ritratti di poesia, aprile 2011

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Marisa Papa Ruggiero
COL PENSIERO E LA PAROLA UNO SPINGERSI OLTRE L’ECO
 

Sul limpido davanzale del foglio bianco, ecco un ritratto dosato e / o rarefatto, composto di parole, di irte penombre, procedimenti esatti o scarni di simboli non calligrafici o ipotetici doni di sospese realtà. I totali “passaggi” somigliano agli stessi “ interventi visivi” che  Marisa Papa Ruggiero accoglie austeri, graffianti, quasi incompiuto ma fisico dissenso di qualcosa negativamente occhieggiato nel rapporto direttamente confidenziale con la vita, ma senza affanno, in fasi ed effetti cruciali al gesto rigoroso, al controllo di se stessa ogni giorno. A fisionomie secche, non iridate, il senso è tentacolare e chiuso ad ogni amena e schietta tersità. Il tragitto dispone di accessi d’impeto, l’esteriore è inesistente, racconta per emblemi il pensiero che riavvia pretesti puri, l’ampolla si balocca con le gemme popolando di algidi suoni e di ritmi scarniti allegorie lente, che ignorano il male del visibile e si fanno preziosi e civili con la loro fragorosa istantaneità.
Un rapporto col mondo quindi neo – mitologico, estremo, indubbiamente inequivocabile e icastico.
Il coraggio dell’idillio astrattivo non ha sospetti sul proprio continuum finora mai banale, né labile, senz’altro contro il magma minaccioso della storia e vicenda da cui sguscia sensibilmente il vortice spinoso della propria psiche. Questa è la sua cifra poetica, il fondamentale (in)canto e quell’ipertrofico sigillo che domina un’essenza singolare, interdisciplinare alle trame e all’aristocrazia del suo dettato, anche per fare più propri i confini del libro, e insieme scioglierli da ogni falsa o mimetica allusione artificiale, e darsi un modo immobile nel mondo che alla civiltà del verso comunque gli si oppone (perché inafferrabile e lontana?).
                                                                                                                 Domenico Cara

 Marisa Papa Ruggiero,  
Passaggi   di confine
Edizioni L’Arca Felice, 
Salerno 2011


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