Libri di arte, poesia e filosofia

La parola verso proviene dal verbo latino vertere, cioè «capovolgere», in particolare la terra con un aratro. Il verso è allora un solco, una linea dritta in cui l’uomo col proprio lavoro pone i suoi semi che germoglieranno: nel verso, così, convergono la linearità naturale degli eventi e l’impegno fruttifero del pensiero umano.

sabato 11 febbraio 2012

Vincenzo Di Oronzo

 
  

Vincenzo Di Oronzo

In fuga dal volto

con uno scritto introduttivo e dipinti di Mario Fresa



Libro di arte-poesia a tiratura limitata (199 esemplari numerati a mano).

Edizioni L’Arca Felice, Salerno MMX, pp.64, più una litografia fuori testo.


 In fuga dal volto è un'opera suggestiva e complessa, che colpisce per la ricchezza e la densità del suo discorso. Vive potentemente, nei versi, il respiro della presenza - remota, eppure vicinissima - degli dèi e del loro indicibile mistero, sempre sospeso tra il dono e la sottrazione, tra la luce e l'accecamento, toccando la meta di una finale coincidenza tra la vita e la morte. Le epifanie mitiche che appaiono nei testi si mostrano, allora, con il duplice volto della malattia e del risanamento (poiché esse sono sempre farmaci, nel senso ambiguo della parola greca) e si offrono allo sguardo dell'uomo, contemporaneamente, come carezza e come lama. È dunque una poesia che annuncia e fa risplendere le forme alte dell'archetipo e le infinite direzioni dell'inesplicabile verità che esse mostrano, con l'impiego di una lingua mobile e inquieta, inserita in un fluire magico e trasversale, in cui molto è lasciato, paradossalmente, al non detto, all'appena sussurrato, giacché, come osserva Eraclito, «la trama nascosta è più forte di quella manifesta».



   Vincenzo Di Oronzo, nato a Ceglie Messapica (BR.), risiede a Roma e svolge la sua attività artistica e culturale. Già preside in Istituti di Istruzione Secondaria Statale, è critico letterario, saggista di Psicoanalisi junghiana, di Estetica, di Ermeneutica. Opere di poesia: La Coscienza dell’acqua (International Publishing, Ragusa, 2004); Mimi e sonnambuli (Edizioni Empiria, Roma, 2007); Hanphora Hermaphrodita (Cierre Grafica, Verona, 2007); Calchi di luna//Moon Castings (Gradiva Publications, New York, 2009). Opere di psicoanalisi e filosofia: Le lune di Jung (Moretti & Vitali Editori, Bergamo, 2009); Medea, in “Nel nome della madre” (Moretti & Vitali Editori, Bergamo, 2008). Suoi testi sono stati pubblicati su «Gradiva», rivista internazionale di poesia diretta da Luigi Fontanella. È presente in prestigiose antologie di poesia contemporanea del secondo Novecento. Nel 2008, ha vinto la VII Edizione del Premio Internazionale di Poesia ARCHÉ, di  Anguillara Sabazia Città d’Arte. 
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L’IMMAGINAZIONE DEL TEMPO                                                                         


L’immaginazione del tempo
                                               è il loto
o il tempo è l’aranceto insanguinato
                                               della luna?
                                               L’essere è acqua

o acqua
è l’anphora vuota della làmia?
Amore è mancanza
o amore è il sax incantato sulla strada?
Poesia è l’assenza
o poesia è la Sfinge
che interroga il foglio bianco?
Si sfrenano i cavalli concavi nella notte
del senso. Alzando
fuochi di sabbia.
Edipo disciolto nella sua ombra








PERSONÆ
                                                                                                           Non c’è presente che non
                                                                                  si costituisca  senza rinvio
                                      ad un altro tempo, un altro
                                                                                               presente.
                                                                                     J. DERRIDA
                                                                                                          


La mente grida oltre i vetri.

Passano

                        (Come i gesti di ieri
                        Come in sogno)

Personæ bianche.

Qualcuno mima l’amore,
Qualcuno indossa due nomi,
Qualcuno abbraccia nell’ombra
Le statue del dormiveglia.




GRADIVA International Journal

 NUMBER 39/40  
  SPRING/FALL 2011 

Recensione di LUIGI FONTANELLA dedicata a Vincenzo Di Oronzo e ad In fuga dal volto

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