Libri di arte, poesia e filosofia

La parola verso proviene dal verbo latino vertere, cioè «capovolgere», in particolare la terra con un aratro. Il verso è allora un solco, una linea dritta in cui l’uomo col proprio lavoro pone i suoi semi che germoglieranno: nel verso, così, convergono la linearità naturale degli eventi e l’impegno fruttifero del pensiero umano.

domenica 12 febbraio 2012

Antonio Spagnuolo


 
Ultime chimere

di Antonio Spagnuolo

quarto volumetto della collana «Coincidenze», è stato impresso nel mese di giugno duemilaotto in centonovantanove esemplari numerati a mano.
Fuori testo, un’opera originale di Alferio Spagnuolo
(1904-1981): Vele (olio su tela, senza data).

Edizioni L’Arca Felice 


 Ultime chimere colpisce per quell’ansia e per quell’inquietudine di dire, di fare «interminabile, nel tempo che ci resta», che, subito, sin dai primi versi del primo testo Follia ci attanaglia, ci prende nella sua cascata irruente di immagini. Ultime chimere è un’esortazione alla corsa, a consumare la vita il più possibile, a «disegnare la terra, le mani, i piedi le labbra» nonostante «il terrore del silenzio» consumi «le membra ad ogni balzo» e nonostante la nostalgia sia «l’unica cosa che resta incastonata». La fragilità dell’umano essere, che si svela in questi testi poetici maturi, precisi, ricchi è così condivisibile da renderci meno soli di fronte alla nostra esistenza.




Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in diverse antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura: «Altri termini», «Arte e luoghi», «Gradiva», «Hebenon», «Il Cobold», «Il Fiacre», «Incroci», «Issimo», «L'immaginazione», «L'involucro», «L'Ortica», « Lo stato delle cose», «Mito», «Offerta speciale», «Oltranza», «Poiesis»,  «Polimnia», «Porto Franco», «Terra del fuoco», «Vernice». Attualmente dirige la collana «L'assedio della poesia», e la rassegna «Poetry wave» in Internet.  
Nel volume Ritmi del lontano presente Massimo Pamio prende in esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990. Nel volume Come l’ombra di una nuvola sull’acqua Plinio Perilli elabora un  saggio sulle ultime pubblicazioni edite tra il 2000 e il 2007. Tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo.
Ha pubblicato i volumi di poesia: Ore del tempo perduto, (Intelisano,  Milano, 1953); Rintocchi nel cielo  (Ofiria,  Firenze, 1954); Erba sul muro  (Iride,  Napoli, 1965, prefazione di  G. Salveti); Poesie ‘74  (SEN,  Napoli,  1974,  prefazione di D. Rea); Affinità imperfette (SEN, Napoli, 1978, prefazione di M. Stefanile); I diritti senza nome (SEN,  Napoli,  1978,  prefazione di M. Grillandi); Angolo artificiale  (SEN,  Napoli, 1979);  Graffito controluce  (SEN, Napoli, 1980, prefazione di G. Raboni);  Ingresso bianco  (Glaux, Napoli, 1983); Le stanze (Glaux,  Napoli, 1983, prefazione di C. Ruggiero Fogli); Dal calendario (Tam Tam, Reggio Emilia, 1984, prefazione di G.B. Nazzaro); Candida (Guida,  Napoli, 1985, prefazione di M. Pomilio, Premi Adelfia 1985 e Stefanile 1986);  Dieci poesie d'amore e una prova d'autore (Altri Termini, Napoli, 1987, Premio Venezia); Infibul/azione  (Hetea, Alatri, 1988); Il tempo scalzato (All'antico mercato saraceno, Treviso, 1989); L'intimo piacere di svestirsi  (L'Assedio della poesia, Napoli, 1992); Il gesto le camelie  (All'antico mercato saraceno,  Treviso, 1992, Premio Spallicci 1991); Dietro il restauro (Ripostes, Salerno, 1993, Premio Minturnae  1993); Attese  (Porto Franco, Taranto, 1994, con illustrazioni di Aligi Sassu); Inedito ‘95 (inserito nell'antologia di Giuliano Manacorda Disordinate convivenze, L'assedio della poesia,  Napoli, 1996); Io ti inseguirò - venticinque poesie intorno alla Croce (Luciano Editore,  Napoli,  1999); Rapinando alfabeti  (prefazione di P. Perilli,  Napoli, 2001); Corruptions  (Gradiva Publications,  New York, 2004, traduzione di L. Bonaffini); Per lembi (Manni, Lecce, 2004, Premio speciale della Giuria Astrolabio 2005, Premio Saturo d’argento 2006); Fugacità del tempo (LietoColle, Faloppio, 2007, prefazione di G. Finzi).  
Ha pubblicato, per la prosa, Monica ed altri racconti (SEN,  Napoli, 1980) e i romanzi Pausa di sghembo (Ripostes,  Salerno, 1994); e Un sogno nel bagaglio (Manni, Lecce,  2006).
Per il teatro, ha pubblicato Il cofanetto, due atti  (L'assedio della poesia, Napoli, 1995).
Di lui hanno scritto numerosi autori fra i quali  A. Asor Rosa che lo ospita nel suo Dizionario della letteratura italiana del Novecento, e nei volumi della Letteratura Italiana (Einaudi, 2007), Carmine Di Biase nel volume La letteratura come valore, Matteo d'Ambrosio nel volume La poesia a Napoli dal 1940 al 1987, Gio Ferri nei volumi La ragione poetica e Forme barocche della poesia contemporanea, Stefano Lanuzza nel volume Lo sparviero sul pugno, Felice Piemontese nel volume Autodizionario degli scrittori italiani, Corrado Ruggiero nel volume Verso dove, Alberto Cappi nel volume In atto di poesia, Ettore Bonessio di Terzet nel volume Genova-Napoli due capitali della poesia, oltre a L. Fontanella, M. Lunetta, G. Manacorda, G. B. Nazzaro, G. Raboni, C.Vitiello e molti altri . 

 
Segreti

Stacco bottoni al meriggio anticipando
le scintille che le caviglie irrequiete
segnano inseguendo i pensieri,
sono misure della stravaganza, lunghezze d’acqueforti,
al di là delle stanze, ove ribalto pupille,
disponendo le faville della vigoria,
arroccato al tuo prodigio.
Inghiotto la frequenza dell’aorta per comporre
arrendevoli rughe,
ed una fuga insaccata nelle brezze.
Modello la mia pelle alle lusinghe della malinconia,
il dondolio della nuca a rimandare sospetti,
il travaso dei silenzi
per non interferire allo schiamazzo dell’inguine:
la mia indiscrezione è un artificio delle mucose
umettate,
delle coste in frastuono e attanagliate al respiro,
delle membra
che ad ogni balzo compongono il profilo
dei segreti.

 
«L'adesione ad una idea psicoanalitica della poesia, intesa come affiorare di un  elemento prelogico della esperienza mentale, comporta in Spagnuolo il rifiuto di una sintassi vincolante, sul piano del linguaggio come su quello del senso. È costante nella poesia di Spagnuolo la rappresentazione di nuclei tematici, come la centralità dell'eros, la relazione eros/thanatos e libido/morte, cui corrisponde il ricorso ad una terminologia clinico psicologica, evidente sopratutto in melania, sezione centrale del volume-Candida- prefato da Mario Pomilio».



Alberto Asor Rosa









«... per l'originalità di  un discorso che è narrativo e meditativo, visionario e puntualmente descrittivo, con perfetta armonia di toni e misure . Ha inventato una forma assolutamente nuova , di fascinoso splendore...»  



Giorgio Bárberi Squarotti                                                                                                                                                          





                                                                                

                                                                                                                                                    



«Poesie che mi sono parse vere in ogni senso, anzitutto poetico, senza una parola che strida nei confronti del sentimento che le muove,  un sentimento sincero, profondo, sofferto …». 





Giuliano Manacorda


 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento:

Posta un commento