Libri di arte, poesia e filosofia

La parola verso proviene dal verbo latino vertere, cioè «capovolgere», in particolare la terra con un aratro. Il verso è allora un solco, una linea dritta in cui l’uomo col proprio lavoro pone i suoi semi che germoglieranno: nel verso, così, convergono la linearità naturale degli eventi e l’impegno fruttifero del pensiero umano.

venerdì 16 marzo 2012

Maurizio Cucchi traduce Paul Valery

HERMES

Collana di poeti tradotti da poeti

a cura di Mario Fresa

Paul Valéry



UN CHIARO FUOCO



Traduzione di Maurizio Cucchi


Con una litografia di Nicola Vitale

ISBN:   978-88-977230-0-4


Edizioni L’Arca Felice

È STATO IMPRESSO NEL MESE DI FEBBRAIO 2012.

QUEST’OPERA PREZIOSA È PROPOSTA AGLI AMATORI

DA 1 A 110 ESEMPLARI RILEGATI E NUMERATI A MANO.

FUORI TESTO, A ROTAZIONE, DUE LITOGRAFIE  DI NICOLA VITALE:

ARCOBALENO (2008, OLIO SU TELA,  CM. 90 x 105);

FINESTRA (2008, OLIO SU TELA, CM. 93 x 120).




Paul Ambroise Valéry nacque a Sète nel 1871 da padre corso e da madre italiana. Dopo aver studiato diritto a Montpellier, iniziò a pubblicare alcuni testi poetici su riviste vicine al Simbolismo. Nel 1892 fu colpito da una profonda crisi esistenziale che lo indusse a dedicarsi, per circa vent’anni, agli studi matematici e filosofici. Ritornò alla scrittura poetica soltanto nel 1917. Intensa la sua attività saggistica: Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci (1895), La serata con il Signor Teste (1895), Eupalinos (1921), L’anima e la danza (1923), Varietà (1924-44). Opere di poesia: La giovane Parca (1917), Il cimitero marino (poema, 1920), Charmes (1922). Morì a Parigi nel 1945.


 
Maurizio Cucchi è nato a Milano, dove vive, nel 1945. Poeta, consulente letterario, giornalista pubblicista,  traduttore (da Stendhal, Lamartine, Flaubert, Villiers de Isle-Adam, Prévert, Mallarmé, Malherbe, Balzac) ha pubblicato questi libri di poesia: Il disperso (1976; nuova ed. 1994), Le meraviglie dell’acqua (1980), Glenn (1982, Premio Viareggio), Il figurante (scelta di versi 1971-1985), Donna del gioco (1987), La luce del distacco (versi per il teatro, 1990), Poesia della fonte (1993, Premio Montale), L’ultimo viaggio di Glenn (1999), Per un secondo o un secolo (2003), Jeanne d’Arc e il suo doppio (testo in versi per il teatro, 2008). Ha curato il Dizionario della poesia italiana (1983 e 1990), e con Stefano  Giovanardi l’antologia Poeti italiani del secondo Novecento (1996, nuova ed. 2004). Opere narrative: Il male è nelle cose (2005, romanzo), La traversata di Milano (prose, 2007), La maschera ritratto (romanzo, 2011). Per i tipi della nostra casa editrice ha pubblicato la plaquette di arte-poesia Come una nave (2008, con un pensiero visivo di Prisco De Vivo).








Nicola Vitale, poeta e pittore, è nato a Milano, dove vive, nel 1956. I suoi dipinti sono stati esposti in mostre personali e collettive, in gallerie private e spazi pubblici, in Italia, Svizzera, Stati Uniti e Islanda. È stato invitato alla 54° edizione della Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Dal 1991 è docente dei corsi di pittura organizzati da Unicredit Milano. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: La città interna (1991), Progresso nelle nostre voci (1998), Finalista premio Gozzano 1998, La forma innocente (2001), Condominio delle sorprese (2008), Premio Reghium Julii 2009, Premio Laurentum 2009, Finalista Premio Metauro 2009, unica segnalazione oltre il vincitore, Premio L. Fiumi 2009. È incluso nell’antologia Poeti italiani del secondo Novecento, a cura di Maurizio Cucchi e Stefano Giovanardi (2004). È tradotto in albanese e spagnolo.
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VEDUTA



Se declina la spiaggia, se l’ombra

sull’occhio si consuma e piange

se l’azzurro è lacrima, così

pura, al sale dei denti, affiora



il fumo vergineo o l’aria

che culla in sé poi spira

verso l’acqua, su un mare

assopito nel suo impero



Colui che senza udirle

con le sue labbra mosse al vento

già si distrae a svanire

mille voci vane in cui si muta



sotto l’umido bagliore dei denti

dolcissimo il fuoco dell’interno





Si la plage planche, si
L’ombre sur l’œil s’use et pleure
Si l’azur est larme, ainsi
Au sel des dents pure affleure

La vierge fumée ou l’air
Que berce en soi puis expire
Vers l’eau debout d’une mer
Assoupie en son empire

Celle qui sans les ouïr
Si la lèvre au vent remue
Se joue à évanouir
Mille mots vains où se mue

Sous l’humide éclair de dents
Le très doux feu du dedans.
 
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