Libri di arte, poesia e filosofia

La parola verso proviene dal verbo latino vertere, cioè «capovolgere», in particolare la terra con un aratro. Il verso è allora un solco, una linea dritta in cui l’uomo col proprio lavoro pone i suoi semi che germoglieranno: nel verso, così, convergono la linearità naturale degli eventi e l’impegno fruttifero del pensiero umano.

giovedì 26 gennaio 2012

questionario di poesia (31)






 Mario Fresa

Questionario di poesia (31)






Lina Salvi

















Qual è il segreto progetto a cui tende la tua scrittura?



Inizialmente non c’era nessun progetto. Le parole nascevano quasi per caso, anche se avvertivo in loro una certa urgenza, qualcosa che premeva dentro, quasi un dolore acuto, improvviso, una fitta. Poi l’intreccio di suoni, parole, condivisi in un gioco analogico hanno dato origine ai primi testi . In alcuni mie poesie ritengo di aver lavorato privilegiando la ricerca dell’assoluto, sentivo la necessità di qualcosa che si avvicinasse alla perfezione, in maniera del tutto astratta, senza addentrarmi nei suoi significati più profondi. Quindi l’ esigenza di dare corpo,  un significato a una certa tensione anche immaginifica, che mi proiettava per l’alto, verso una dimensione ancestrale. Ovviamente i testi hanno risentito di questa segreta disposizione, diciamo di  intima tensione. Mi sono resa conto che avevo  dei reperti da portare alla luce, reperti che volevano parlare al mondo: non sapevo come avrei fatto, chi i miei compagni di viaggio, con quali le parole.   Con il tempo la scrittura si è sciolta, ed ora credo esiga una molteplicità di elementi, credo che voglia rappresentare la realtà che viviamo, e la propria contemporaneità.   




Come nasce, in te, una poesia?


Principalmente da un’intuizione emotiva, da un’esperienza o profonda tensione anche del tutto inconsapevole. Qualche volta nasce dalla curiosità di voler indagare un luogo, una persona, un oggetto e farla rivivere sotto altra forma, donarle nuova vita. In ogni caso ricercarne la sua segreta bellezza e restituirle pur nella mancanza o imperfezione, quella dignità che le manca. Restituirle il suo senso di appartenenza, il suo posto nel mondo.  




Il poeta parla di ciò che realmente vive o di ciò che vorrebbe ricevere, e che sempre gli sfugge?


Ritengo che si parta sempre dalla propria esperienza, unica ed indispensabile misura. Per costruire, ricostruire presenze vive, immaginate, inimmaginabili.   




La poesia è salvazione?


Certamente! Credo che lo sia e che possa contribuire alla salvezza spirituale dell’uomo.



A quale gioco della tua infanzia vorresti paragonare la tua poesia?


Mi piacerebbe paragonarla a un gioco arioso e di azione, dove è indispensabile poter correre, saltare affrontare ostacoli.



Che cosa ti ha insegnato la frequentazione della scrittura poetica?


Che esistono altri luoghi possibili, che possiamo amare, frequentare,  mettere in  dialogo tra loro.
Che la poesia e l’arte in genere ti offrono la possibilità di vivere due vite, in un dualismo non sempre felice, ma certamente ricco. La scrittura poetica è libertà, scritta sulla propria carne.



Qual è il grado di finzione e di mascheramento di un poeta?


Può essere molto alto o anche del tutto inesistente. Dipende dalla sua abilità , dal suo grado  di consapevolezza e attiene in qualche modo al progetto iniziale.




Vorresti citare un poeta da ricordare e da rivalutare?

Vittorio Sereni. Amelia Rosselli. Simic.  




Qual è il dono che augureresti a un poeta, oggi?


La pazienza e l’attesa. Poiché la poesia non è vanità, ma il suo esatto contrario.




Puoi citare, spiegando perché, un verso che ti è particolarmente caro?

Il mare e la sua sponda, è il titolo di un bellissimo racconto in prosa di Elisabeth Bishop.
Nella relazione continua , che si instaura  tra i  due elementi,  c’è tutto lo spazio dell’umana esistenza, con i suoi drammi, i suoi squallori;   la ricerca dell’ umano “agire”,  di cui  avvertiamo l’urgenza.  






In alto: Reviews of Hand on lips di Man Ray [1890-1976]

 

 

 

 

 

 





1 commento:

  1. Gabriella Bianchi29 gennaio 2012 06:23

    Un'intervista serrata sui temi di base della poesia: sua nascita e suo perché, suo percorso, suo dualismo con la vita. Acute e pertinenti le risposte di Lina, che si alza in volo anche quando risponde, perché toccata nel vivo del suo mondo interiore, emotivo ed intuitivo. Lina risponde di getto e con grande naturalezza perché è abitata dalla poesia.
    Gabriella Bianchi

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