Libri di arte, poesia e filosofia

La parola verso proviene dal verbo latino vertere, cioè «capovolgere», in particolare la terra con un aratro. Il verso è allora un solco, una linea dritta in cui l’uomo col proprio lavoro pone i suoi semi che germoglieranno: nel verso, così, convergono la linearità naturale degli eventi e l’impegno fruttifero del pensiero umano.

mercoledì 16 luglio 2014




 Matteo Bianchi

Un’ombra in due

Con fotografie
di Maria Teresa Colucci







Un'ombra in due di Matteo Bianchi
è il cinquantaduesimo titolo della collana «Coincidenze».
Quest’opera preziosa è stata impressa nel mese di giugno 2014
ed è proposta agli amatori da 1 a 199 esemplari numerati a mano.



Incontro di Maria Teresa Colucci


Catturato, poesia visiva dell’artista
Christopher Channing




Matteo Bianchi, classe 1987, si è laureato in Lettere Moderne a Ferrara. 
Oggi si sta perfezionando in Filologia e Critica letteraria presso la Magistrale di Ca’ Foscari. Ha pubblicato le raccolte Poesie in bicicletta (Este Edition 2007, Premio Lascito Niccolini ’10), Fischi di merlo (Edizioni del Leone 2011, Premio Rabelais ’11, Premio Turoldo ’11), L’amore è qualcos’altro (con Alessio Casalicchio, Empirìa, 2013) e la silloge L’alba di Ladyhawke (Fara, 2012). Si occupa di ufficio stampa, collabora con il quotidiano «la Nuova Ferrara», e con le riviste «SITI – Unesco World Heritage Sites Journal», «QuiLibri», «L’immaginazione» e «Atelier», di cui ha curato il numero monografico sulla poetica di Anna Maria Carpi (n. 73, marzo 2014). Suo il blog d’autore “inedito zero” su Repubblica.it e collabora a Punto. Almanacco della Poesia Italiana (puntoacapo Editrice).
Numerosi sono i suoi articoli apparsi sul portale Rai Letteratura ed è presente con liriche, interviste e argomentazioni critiche su periodici nazionali e in svariate antologie. Gianmarco Busetto ha interpretato sue poesie nell’audioraccolta Con altra voce. Ventiquattro poesie. Per il Comune di Ferrara è ideatore e direttore artistico di “In gran segreto” ’12, rassegna annuale di poesia, e con Riccardo Corazza di “GialloFerrara” ’14, festival di letteratura gialla. Ha fondato il Collettivo “Corrente Improvvisa”, di cui ha curato l’antologia Poeti di Corrente (Le Voci della Luna, 2013), e ha composto il primo excursus sulla poesia contemporanea a Ferrara, I poeti del Duca (Edizioni Kolibris, 2013). Suoi testi sono stati presentati più volte all’Universitat Autònoma de Barcelona da Paolo Ruffilli, è stato tradotto in francese da Antoine Isenbrandt-Pitton, e in inglese da Christopher Channing e da Gray Sutherland.



giovedì 26 giugno 2014

Rosario Aveni





Rosario Aveni

La finestra sul mare

Interventi visivi di Roberto Matarazzo
Postfazione di Mario Fresa





È il cinquantunesimo titolo della collana «Coincidenze».
Quest’opera preziosa è stata impressa nel mese di maggio 2014
ed è proposta agli amatori
da 1 a 299 esemplari numerati a mano.
Fuori testo, un dipinto di Roberto Matarazzo
Tratto dalla raccolta grafica «Storie segniche pluricolorate»
Storia quinta: il cerchio rosso  tavola h

Edizione di arte-poesia


A cura dell’Associazione culturale «L’Arca Felice» 







Rosario Aveni (Messina, 1971) ha pubblicato più di venti libri, fra gli altri, con gli editori Laterza, Bastogi, Helicon. Autore di un romanzo memoir (Petali di margherite) partecipante alla fase preliminare del Premio Campiello 2013 e di una trilogia noir (Paranoia / Rose rosse nel buio / L’angelo in volo).  Soprattutto poeta, prefatori illustri hanno nobilitato le sue opere: Nazario Pardini, Neuro Bonifazi, Carmelo Consoli, Lia Bronzi, Nicla Morletti, la cantautrice Mariella Nava. Presente in vari tomi enciclopedici, tra cui Poeti contemporanei-Forme e tendenze del XXI secolo, la sua lirica Farra di Soligo è stata scelta per la pagina artistica del «MonteCarlo Journal». Il quotidiano «La Gazzetta del Sud» gli ha dedicato sei articoli d’encomio, e la Camerata dei Poeti di Firenze un convegno d’analisi critica.
Vincitore dei Premi Vittorio Alfieri (Asti), Metauros (Gioia Tauro) e del V Internazionale Poesia dell’Anno (Cagliari); secondo classificato a Il Molinello (Siena) e alla IX Biennale giornalistico letteraria “Archè” (Anguillara Sabazia); terzo al Gioachino Belli (Roma, Campidoglio), a Il Convivio (Catania) e all’Histonium (Vasto), dove ha anche conseguito il Riconoscimento Unico per la Regione Sicilia. Ha ottenuto la menzione d’onore al Premio Casentino (Arezzo) e la segnalazione di merito ai concorsi Rhegium Julii, Alda Merini, Il Litorale.




giovedì 29 maggio 2014

  Fumo di Tiziano Rossi 

(Edizioni L'Arca Felice, 2014)


Una nota di Massimo Daviddi su acpnet.org



ACP Network


                                                                            Tiziano Rossi
 
   
Disegni di Massimo Dagnino

collana IN LIMINE, Salerno 2014



Pochi poeti contemporanei hanno saputo dare alla nostra lettura, al nostro sguardo impigrito dai tanti stimoli dei media e del tempo della comunicazione globale, una visione della realtà, del suo emergere ogni giorno da tanti spaccati di vita, così come ha fatto Tiziano Rossi nel suo lavoro poetico, dentro un linguaggio essenziale e coraggioso, diretto e complesso, laddove per complessità si intende la pluralità dei gesti umani, le vicende, i ritmi della città, la folla e le persone. La casa editrice Garzanti, aveva raccolto la sua opera nel volume Tutte le poesie, 1963 - 2000, dove si attraversa una parte rilevante del cammino dell’autore, tuttora aperto e vitale. Alcuni titoli. Il cominciamondo che dà sbocco a La talpa imperfetta, premio Carducci; Dallo sdrucciolare al rialzarsi a Quasi costellazione e ancora Miele e no; Il movimento dell’adagio; Pare che il paradiso; Gente di corsa (Premio Viareggio) e il forte, intenso, Cronaca perduta, uscito per Mondadori (Premio Orta San Giulio). Negli ultimi lavori, la prosa poetica di Tiziano Rossi si è avvicinata alla struttura del racconto, facendone un campo d’osservazione intorno alla dimensione etica della vita, accompagnando il volto delle persone serrata da una condizione ripetitiva, chiusa , accompagnata da pregiudizi, superficialità e indifferenza. Talvolta, da tratti improvvisi, quasi epici, di presenza e desiderio. Questo universo fatto di cose minime, a volte impercettibili, di piccoli orrori quotidiani e distrazioni, ricordiamo i densi racconti di Faccende Laterali, Garzanti 2009, e Spigoli del sonno, Mursia, collana Argani, 2012, confluisce nell’ultimo lavoro, Fumo, mantenendo il rigore descrittivo di sempre, dentro una partecipazione emotiva, sensibile, che non guarda mai, né giudica, gli attori che si muovo nell’orizzonte dell’autore. Forse, qui, troviamo una maggiore tristezza e durezza di parola nei confronti di una realtà cinica, incapace di attenzione e memoria. Ecco perché colpisce come fendente al cuore il racconto Colloquio, dove Tiziano Rossi decide di affrontare una conversazione dolorosa quanto necessaria con una salma, quella di un bambino morto con altri compagni, affogati in un incidente di mare. Lampedusa, non è poi così lontana.

 Massimo Daviddi 





Le parole non sono mai esatte di Gregorio Scalise, con disegni di Massimo Dagnino 
Recensione su Art Journal






lunedì 26 maggio 2014


Una recensione di Rita Caramma dedicata a

 Poco prima di notte di Cristina Annino 

su "La Sicilia"





C’è una vivacità che tutto prende in un verso che raccoglie e contiene un’originalità spontanea e priva di volute raffinatezze, volta a rivelare un pensiero profuso di originale espressione. C’è una forza che non viene meno in nessun componimento, frutto di un confronto con eventi che sorprendono e comprendono fino a divenire, plasmati dall’autrice, pensiero dominante e indomito, carezza dell’attimo destinato a rimanere eterno nella parola. Poco prima di notte è la nuova raccolta poetica di Cristina Annino (Edizioni l’Arca Felice) con introduzione di Maurizio Cucchi e dipinto, all’interno, della stessa poetessa. Una piccola quanto pregevole raccolta, testimonianza preziosa di una voce fra le più rilevanti del panorama contemporaneo, fra le più genuine ed eleganti, apprezzata sia in Italia che all’estero. “Mi scollai per estasi, entrai/ in teatro con gli altarini. Erano così/ gli ottoni che fanno/ piangere? Cannoni d’estremo fiato. Saltai sulla testa di loro con/ la bacchetta in mano. Oh, stato / divino, ho in mente di nuovo / un’orchestra! Chiesi/ perdono ai pianisti in piedi, / alle code lisce, al muto pesce/ del suono. Facevano acqua senza / me, le candele spente? Davo/ la mano persino/ ai clarini. L’orchestra che poco/ mancava andasse a fondo, oddio!/ Ritto la dirigo ora sull’orlo d’un / cratere spento, mentre il mondo, / prego, diffonda pure la nostra cenere.” 


    Rita Caramma
  



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