Libri di arte, poesia e filosofia

La parola verso proviene dal verbo latino vertere, cioè «capovolgere», in particolare la terra con un aratro. Il verso è allora un solco, una linea dritta in cui l’uomo col proprio lavoro pone i suoi semi che germoglieranno: nel verso, così, convergono la linearità naturale degli eventi e l’impegno fruttifero del pensiero umano.

martedì 29 gennaio 2013

Poesia in Musica di Lina Maria Ugolini


LA FERROVIA
Adattamento scenico sul testo omonimo di Lina Maria Ugolini
tratto dal volumetto 
 

la ferrovia

IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

DI LINA MARIA UGOLINI

 QUARANTATREESIMO TITOLO DELLA COLLANA «COINCIDENZE». 
EDIZIONI L'ARCA FELICE


FUORI TESTO, UN DISEGNO DI ROBERTO MATARAZZO:
RRPICCOLOGRANDEBUCONERO30099.
ALL’INTERNO, SEMPRE DI ROBERTO MATARAZZO: @LETTERADIEINSTEINSULLEVAGHECURVATUREDEISENTIMENTI03300
Domenica 27 GENNAIO
 2013 - presso il  

La ferrovia è un tracciato che il treno percorre da una stazione ad un’altra.
Tutto sempre si ripete: il treno e i suoi orari, le stazioni, il percorso dei binari.
Ma i viaggiatori sono sempre gli stessi? Se lo spazio-tempo del treno che viaggia sui binari è sempre uguale a se stesso, le storie, le esperienze, le sensazioni, i colori, il dolore e la meraviglia dei viaggiatori sono davvero sempre le stesse? Chi può dirlo, bisogna viaggiare, osservare, ascoltare...
Il poeta ci scrive i frammenti del suo viaggio, reale e immaginario, raccontando una storia fra il sempre e il non più. In questo spettacolo proviamo a seguirlo, attraverso l’alternarsi di brani eseguiti più volte, loop di parole e di rumori e di momenti unici, irripetibili, “passeggeri”. Il viaggio sulla Ferrovia bisogna percorrerlo fino in fondo, sebbene “la spiaggia effimera degli anni in arrivo attende l’ignota stazione Ω.”

Testo: Lina Maria Ugolini
Musiche: G. Faurè, P. Glass, S. Reich, M. Richter, Alva Noto
Interpreti:
Alessandra Lombardo  mezzosoprano e voce recitante
Alessandro Cortese   violino
Angelo Litrico   clarinetto
Barbara Misiewicz   violoncello
Giulia Gangi   pianoforte e sintetizzatore
Coro di voci bianche  Angelica Armonia di GravinArte
regia di Fabrizio Rosso




Domenica 27 GENNAIO 2013 - Teatro “A. Musco” di Gravina di Catania - Foto di Luigi Ugolini

domenica 27 gennaio 2013

ORONZO LIUZZI AL PADIGLIONE TIBET

Padiglione Tibet
il padiglione per un paese che non c’è

BIBLIOTECA LAUDENSE
C.so Umberto 63
Via Solferino 72
Lodi

dal 2 febbraio al 2 marzo 2013
Inaugurazione: sabato 2 febbraio ore 18.00


Il Comune di Lodi, la Provincia di Lodi e NaturArte ospiteranno presso la Biblioteca Laudense dal 2 febbraio al 2 marzo 2013 “Padiglione Tibet”, progetto ideato e curato da Ruggero Maggi con la partecipazione di noti artisti contemporanei italiani, sotto l’egida del Comitato Padiglione Tibet.

Padiglione Tibet rappresenta un sogno che ha lasciato il segno.
Uno dei simboli più significativi del Tibet è senz’altro la tipica sciarpa bianca che i monaci offrono in segno di amicizia e saluto: la Khata. Proprio questo tessuto così etereo è diventato la base su cui ogni artista invitato ha espresso il proprio personale pensiero artistico e poetico sul Tibet. L’installazione collettiva ottenuta con queste opere – ospitata anche dal Padiglione Italia della Biennale di Venezia nella magnifica Sala Nervi del Palazzo delle Esposizioni di Torino e dal Museo Diotti di Casalmaggiore - ha concretizzato finalmente un pensiero, una speranza dando, attraverso l’arte, ufficialità al Tibet e quindi al suo Padiglione Nazionale. Si è realizzato ciò che lo stesso Presidente della Biennale Paolo Baratta dopo aver visitato il Padiglione (in un articolo a firma di Francesca Pini pubblicato su “Sette” supplemento del Corriere della Sera) aveva auspicato quando inserì di fatto Padiglione Tibet tra i Padiglioni Nazionali dei Paesi in cerca di un’affermazione anche geopolitica. L’idea di creare un ponte sensibile che induca i visitatori di questa mostra, dai profondi risvolti non solo artistici, ad una maggiore conoscenza di questo popolo che rischia di perdere il proprio patrimonio culturale e soprattutto spirituale, fondato su concetti di pace e non violenza, è all’origine di questo nuovo appuntamento a Lodi presso la Biblioteca Laudense.

Artisti partecipanti:
Lorenzo Alagio, Salvatore Anelli, Dario Ballantini, Piergiorgio Baroldi, Luisa Bergamini, Carla Bertola - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Franco Ballabeni, Nirvana Bussadori, Rosaspina B.Canosburi, Silvia Capiluppi, Stefano Cerioli, Francesca R. Corradini, Giampietro Cudin, Teo De Palma, Albina Dealessi, Anna Maria Di Ciommo, Marcello Diotallevi, Dario Fo, Fernando Garbellotto, Annamaria Gelmi, Luciano G. Gerini, Gino Gini - Fernanda Fedi, Isa Gorini, Franca Lanni – Renata Petti, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Fabrizio Martinelli, Gianni Marussi - Alessandra Finzi, Rita Mele - Elena Sevi, Clara Paci, Marisa Pezzoli, Giovanni Gensho Ponzoni, Benedetto Predazzi, Nadia Presotto, Tiziana Priori, Angela Rapio, Roberto Testori, topylabrys, Micaela Tornaghi, Liceo Artistico “Callisto Piazza” di Lodi.

Padiglione Tibet
2 febbraio – 2 marzo 2013
Inaugurazione: sabato 2 febbraio ore 18.00
Biblioteca Laudense - C.so Umberto 63 - Lodi
                                       Via Solferino 72 - Lodi

Orari: lunedì chiuso; martedì – giovedì - venerdì 13.30/18.30; mercoledì - sabato 8.30/17.30

Per informazioni:  0371.420369 - www.bibliotechelodi.it/lodi/

Padiglione Tibet: 320.9621497 - ruggero.maggi@libero.it - www.padiglionetibet.com

sabato 26 gennaio 2013

Grazia Calanna dedica un articolo a Lina Ugolini

LA SICILIA 
MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013



20.Oggi Cultura

GRAZIA CALANNA
Il viaggio
della Ugolini
verso l’ignota
stazione
l segno ferrato dei caratteri
tipografici traccia un percorso
emotivo aperto dentro
il quale il lettore può ritrovarsi
e aggiungere tratte, destinazioni,
fermate. Il senso dell’itinerario
è racchiuso in questo verso: - Corre
sui binari la scrittura ma il conoscere
è meta provvisoria -. Esprime a
mio avviso una necessità fondamentale
per l’uomo: l’anelito laico dell’intelletto
al mai-finito auspicabile nella
dimensione di un oltre».
Parole di Lina Maria Ugolini, autrice,
per le Edizioni L’Arca Felice della
plaquette “La ferrovia” impreziosita
da una litografia di Roberto Matarazzo,
collana di arte-poesia a cura di
Mario Fresa (progetto grafico di Ida
Borrasi).
La Ugolini celebra il viaggio, porta
attraverso la quale si esce dalla realtà
come per penetrare in una realtà inesplorata
che sembra un sogno (Guy
de Maupassant). La meta è «l’ignota
stazione», ricorda. Dovremmo imparare
a mitigare la corsa, lontani dalla
“retta oraria alla ragione”; imparare a
sostare, «Ti volevo salutare: / una
mano sulla spalla, un abbraccio fraterno
»; imparare (meditando) che
non basta “spostarsi per essere altrove
// scendere dal treno e ricominciare
/ il lavoro sporco in un’altra piazza”.
Un canto lirico con esteso registro
acuto (accorto), “Il fischio del capostazione
/ arriva come una lama di
coltello // fende la nebbia / cola sangue
grigio / sulla cicatrice del ricordo”,
e grave (intenso), “tra le dita della
morte / prossima a recidere / minuti
pezzetti / estreme briciole di un
tempo vuoto / coriandoli / al carnevale
della vita”.
«Cosa ti aspetti dalla scrittura? Proviamo
a invertire la domanda. Cosa si
aspetta la scrittura da te? Rispondo:
servizio incondizionato, disponibilità
nell’offerta di se stessi nel vergare
la Pagina del Mondo. Tale servizio
comprende un esercizio quotidiano
da affrontare con pazienza ostinata
».
«La scrittura - aggiunge la Ugolini -
, è una consegna da ottemperare con
impegno dedito, è soprattutto il veicolo
di una forza interiore inviolata e
inviolabile riscattata dalla parola nel
momento in cui diventa nella costruzione
di una storia, di una dramma,
di una poesia: verità. Ho cominciato
a scrivere da bambina avvertendo in
me la voce della poesia, presente e
invisibile, una compagna attraverso
la quale stabilire un dialogo con la
natura e le cose. Crescendo ho scoperto
altre possibilità espressive contenute
in quella voce così intima, altri
ritmi, altre invenzioni da esternare
per mezzo della narrativa o del
teatro. La scrittura per me è il regno
delle possibilità e delle variabili, un
cammino di ricerca durante il quale,
è importante ribadirlo, non bisogna
perdere mai il contatto nutrizionale
con la vita. Fare poesia significa avvalersi
della propria pelle come fosse
carta da tampone. Essa assorbe il fresco
inchiostro dell’umano sentire».

venerdì 25 gennaio 2013

Rosemily Paticchio









Rosemily Paticchio

Incipio


Fotografie di Rossella Venezia

Edizioni L’Arca Felice






Rosemily Paticchio, nata nel 1975 nel Salento, dove ha sempre vissuto conseguendo la laurea in Beni Culturali, esordisce in campo let-terario nel maggio 2012 con la pubblicazione della raccolta poetica Prima che i germi, nell’ambito del volume antologico Retrobottega 2 (CFR Edizioni), con saggio critico di Gianmario Lucini. Ha pubblicato vari componimenti in antologie tra cui Instant Anthology; Rosso da Camera (Perrone Editore) e partecipato a vari concorsi letterari, vedendo pubblicate alcune poesie nelle relative raccolte antologiche; altre sono state selezionate e pubblicate nell’ambito dei Premi “Verba Agrestia 2011” (LietoColle) e “Dal manoscritto al libro 2010” (Perrone). Alcuni suoi contributi poetici sono apparsi su ri-viste letterarie, blog e spazi on-line dedicati alla poesia. Ha pubblicato racconti sulla rivista per ragazzi Un due tre stella (Lupo ed.) e collaborato con artisti operanti sul territorio locale, curando i testi creativi di mostre fotografiche e installazioni.





domenica 13 gennaio 2013

Marco Furia









 


Marco Furia

La parola dell'occhio



Fuori testo, tavole di Turner, Vermeer, Corot, 
Canaletto, Cézanne, G. Tiepolo, Vlaminck, Derain, Rousseau


Stampato nel mese di dicembre 2012
in 199 esemplari numerati a mano





Marco Furia è nato a Genova nel 1952. Già collaboratore di Adriano Spatola, ha pubblicato: Effemeride (1984), Mappaluna (1985), Arrivano i nostri (in «Fermenti letterari», 1988), Efelidi (1989), Bouquet (1992), Minime topografie (1997), Forma di vita (1998), Menzioni (2002), Impressi stili (2005), Pentagrammi, con sette grafiche - collages di Bruno Conte (2009). Sue poesie sono apparse su riviste e antologie italiane e straniere. Svolge intensa attività critica. Ha partecipato a numerose manifestazioni con lettura di propri versi, per alcuni dei quali sono state composte partiture dai musicisti Francesco Bellomi e Roberto Gianotti.
Silente meraviglia, plaquette con pensiero visivo di Bruno Conte è stata pubblicata all’inizio del 2009. La breve raccolta Luminosa sinfonia è apparsa sulla rivista on-line «Fili d’aquilone» nel 2012. Sue poesie visive sono comparse sui siti www.tellusfolio.it, www.anteremedizioni.it e http://rosapierno.blogspot.it, altre sono state inserite in rassegne internazionali.
È redattore di «Anterem» e di «L’Arca Felice».




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